Pennamania by I.F.P.A. - Il network Italiano della Penna Stilografica
Relax e altre passioni => Chiacchere in libertà - di tutto un po' => Topic aperto da: Fenice - Marzo 19, 2015, 16:03:00 pm
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Ciao a tutti.
Vorrei chiedere la collaborazione dell'intera platea di Pennevintage per riuscire a identificare la penna che Pirandello utilizzava per scrivere le sue opere.
Quella che si trova nell'immagine postata su Pennemoderne è datata 1924.
http://www.pennamania.it/pennemoderne/index.php?topic=502.msg1963#msg1963
Qualcuno la riconosce?
So che l'impresa è ardua ... sarebbe bello tuttavia sapere che bacino di scelta avevano, in quell'epoca, i nostri più grandi scrittori.
Che produzione c'era?
Quali penne venivano maggiormente utilizzate?
Grazie a tutti.
Ciao
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Indovinala grillo!
Comunque ne butto lì una: MOORE in ebanite a pennino rientrante con l'esclusivo sistema a manicotto scorrevole.
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Ma come hai fatto a capirlo?
L'immagine è una ciofeca!
Sono allibita!!!
E ora si apre la caccia alla penna di Pirandello in qualche mercatino ... poi quando la troviamo vi rompiamo l'anima per capire come
- si pulisce
- si carica
ecc.
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Ma come hai fatto a capirlo?
L'immagine è una ciofeca!
Sono allibita!!!
E ora si apre la caccia alla penna di Pirandello in qualche mercatino ... poi quando la troviamo vi rompiamo l'anima per capire come
- si pulisce
- si carica
ecc.
Capirlo?
Veramente è al 98% una tirata a caso.
Comunque, per quel 2% di razionale, sembrerebbe di intravedere che la parte terminale della penna non è diritta, ma ha un po' di discontinuità col corpo; la MOORE "Non leakable" (così si chiama) ha questa caratteristica (foto), anche se non è certo la sola. E comunque anche l'epoca sarebbe coerente.
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Mi fai paura Tubi ... ma ti adorooo!!!
Grazie 1000!!!
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Ho solo partecipato al gioco.... giocando!
Mi piacerebbe sentire altre ipotesi altrettanto fantasiose.
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Da "GNORANTA" per me ... era "buona la prima".
Ma sono curiosa di sentire anche gli altri!
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Da "GNORANTA" per me ... era "buona la prima".
Ma sono curiosa di sentire anche gli altri!
Comunque sia, facendo finta che la penna sia quella, qui ce n'è una in vendita:
http://www.ebay.it/itm/Stylo-plume-MOORE-Non-Leakable-BCHR-Plume-fine-en-Or-14-K-fountain-pen-/391086819049?pt=FR_YO_Bijoux_Stylos&hash=item5b0e9746e9
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Ribadisco quello che ho detto su Pennemoderne ...
VOI DI PENNEVINTAGE NON SIETE UMANI!!!
:set2010035:
:set2010083:
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Forte Tubi! :set2010001:
Grazie!
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Questa penna è stata disegnata più di un secolo fa... :set2010035:
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Una nota:
La produzione della MOORE è contraddistinta da penne, spesso anche belle, ma altrettanto spesso piuttosto impersonali: in molti casi vere scimmiottature di altre penne americane di successo. Evidentemente all'inizio non era così: la "Non leakable" è al contrario una penna unica, tecnicamente e nell'aspetto e se ne possono vedere versioni con rivestimenti particolarmente belle edambite dai collezionisti. Era evidentemente negli intenti una risposta alla rientrante che tutti conosciamo, identificata principalmente col marchio WATERMAN'S e denominata "Safety".
E' difficile spiegare razionalmente, su basi tecniche e funzionali, come la Non leakable solcò la galassia delle penne effimera come una meteora, mentre la Safety conobbe un enorme successo (specie in Europa), sopravvivendo a dispetto della sua astrusa complicazione di utilizzo sino all'inizio degli anni '40, quando sul mercato erano già presenti penne enormemente più evolute ed affidabili.
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Provo a partecipare a questa sorta di gioco.
Pur ritrovando in rete la fotografia originale (la scansione è povera di contenuti e limitata a 96 dpi, per cui….) da cui è stato ottenuto il ritaglio mostrato, ed essendo convinto che Pirandello in quella foto del 1924 utilizzasse o una matita o uno stilo con pennino da inzuppo (non me ne voglia l’amico Tubi), provo a indicare quale stilografica lo scrittore avrebbe potuto utilizzare nel 1924.
Le mie considerazioni sono molto semplici ed hanno origine da pochi semplici fatti.
Lo scrittore nasce in Sicilia nel 1867 e vive tra la Sicilia e Roma, quindi non conosce la stilografica sino ai primi anni del 900 in cui la Waterman presenta le sue stilografiche all’esposizione di Parigi e ne avvia la distribuzione in Europa. Sino all’età di 35 anni circa, Pirandello utilizza esclusivamente la penna con pennino da inzuppo e calamaio o la matita.
Penso che una sua prima stilografica sia stata una Waterman (una 12) con riempimento a goccia, forse poi durante e subito dopo la prima guerra mondiale una Moore o una Waterman rientrante; ma nel 1924 Pirandello si iscrive al partito fascista.
Viene da se che con tale gesto avesse deciso di bandire dalla sua vita prodotti esteri ed utilizzasse solamente oggetti italianissimi (forse qualcosa di tedesco) compresa la stilografica.
In quegli anni erano attive in Italia diverse fabbriche di stilografiche, in maggioranza radicate al Nord, sicuramente vi era una qualche minuscola realtà produttiva nel Sud d’Italia, ma poche tracce hanno lasciato, per cui potrebbe aver utilizzato, seguendo un ordine legato alla collocazione patriottica che il loro nome evoca nell’immaginario collettivo del periodo: Aurora, Montegrappa, Elmo, Ancora, Tibaldi, Columbus con buona pace per le altre.
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Osservando alcune fotografie d'epoca, come le seguenti
(http://www.cafeboheme.cz/wp-content/uploads/2013/03/foto-321-18-dicembre-1934-Praga.jpg)
(http://cdn-1.nonsolocultura.it/o/orig/la-letteratura-di-pirandello_69f076380496073aff5b99df19380713.jpg)
ho pensato anch'io che in effetti lo strumento ritratto nella foto fosse in realtà un'asticciola.
Tesi suffragata, tra l'altro, da alcuni articoli
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/04/14/disperatissimo-pirandello.html (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/04/14/disperatissimo-pirandello.html)
Scriveva: non più coi pennini e gli inchiostri rossi e neri di Roma, coi quali distingueva le battute e le didascalie, ma con la piccola macchina da scrivere della vecchiaia
http://www.noidonne.org/blog.php?ID=03949 (http://www.noidonne.org/blog.php?ID=03949)
Sommessamente, in punta di piedi, mi avvicino alla scrivania: c’è la foto di Marta Abba, una piccola scultura, due preziosi regali di D’Annunzio, il calendario fermo al giorno precedente alla morte che porta scritto: “Sempre a letto”, il pennino e l’inchiostro, il cui strato è rimasto immobile al tempo in cui Pirandello scrisse i suoi capolavori in questa stanza.
e sopratutto dalle foto scattate nella sua casa Romana
http://www.studiodiluigipirandello.it/joomla/index.php?option=com_phocagallery&view=category&id=3:lo-studio&Itemid=91 (http://www.studiodiluigipirandello.it/joomla/index.php?option=com_phocagallery&view=category&id=3:lo-studio&Itemid=91)
(http://www.studiodiluigipirandello.it/joomla/images/phocagallery/lo_studio/thumbs/phoca_thumb_l_inchiostri_e_pennino.jpg)
D'altra parte, alcune foto ritraggono lo scrittore in contesti nei quali scrivere con pennino e calamaio sarebbe stato estremamente difficoltoso, come questa
(https://nephelais.files.wordpress.com/2012/12/luigi-pirandello-lido-di-camaiore-1932-hc3b3spede-da-famc3adlia-abba-escreve-trovarsi.png)
Mi sono chiesto quindi se, in effetti, portasse con se una matita come già suggerito dall'ottimo Pedewall, magari nel taschino e mi sono imbattuto in questo scatto
(http://www.agrigentoflash.it/wp-content/uploads/2014/10/foto-luigi-e-fausto-pirandello1.jpg)
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Una nota:
La produzione della MOORE è contraddistinta da penne, spesso anche belle, ma altrettanto spesso piuttosto impersonali: in molti casi vere scimmiottature di altre penne americane di successo. Evidentemente all'inizio non era così: la "Non leakable" è al contrario una penna unica, tecnicamente e nell'aspetto e se ne possono vedere versioni con rivestimenti particolarmente belle edambite dai collezionisti. Era evidentemente negli intenti una risposta alla rientrante che tutti conosciamo, identificata principalmente col marchio WATERMAN'S e denominata "Safety".
E' difficile spiegare razionalmente, su basi tecniche e funzionali, come la Non leakable solcò la galassia delle penne effimera come una meteora, mentre la Safety conobbe un enorme successo (specie in Europa), sopravvivendo a dispetto della sua astrusa complicazione di utilizzo sino all'inizio degli anni '40, quando sul mercato erano già presenti penne enormemente più evolute ed affidabili.
Magari il sistema di retraibilità del pennino a pistone era più fragile o meno affidabile dell' elicoide Wat? Ipotizzo, non avendo mai visto da vicino una "non leakable".
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Aggiungo per completezza: una penna, probabilmente la stessa, compare anche in queste fotografie
(http://www.pirandelloweb.com/images/pira_mano_in_giacca.jpg)
(http://4.bp.blogspot.com/-vC3eHWTtMUA/T-2FTX3xXDI/AAAAAAAAAMQ/pzgh1d8z5Hs/s640/14.jpg)
Certo, riconoscerla da un'accommodation clip è impresa difficile, sicuramente per me. Nonostante questo aveva un che di già visto, così ho associato il nome di Pirandello a quello di uno storico produttore di penne stilografiche, ed ecco cosa è venuto fuori:
(http://i.ebayimg.com/00/$(KGrHqEOKnQE5BCqbG2zBOcphFC+gQ~~_1.JPG)
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Mi sono chiesto quindi se, in effetti, portasse con se una matita come già suggerito dall'ottimo Pedewall, magari nel taschino e mi sono imbattuto in questo scatto
(http://www.agrigentoflash.it/wp-content/uploads/2014/10/foto-luigi-e-fausto-pirandello1.jpg)
Quella che si vede nel taschino della giacca, sicuramente è una stilografica e non una cannuccia come quelle che Pirandello sta usando nelle altre foto.
Il fermaglio che appare è di quelli a fascia che non nascevano insieme alla penna, ma erano una sorta di optional acquistabile separatamente; ne esistevano di originali delle case costruttrici delle penne e di "standard". Posto che quello visibile nella foto sia uno degli originali, andrebbero escluse dalle ipotesi sia le penne Waterman che Aurora, mentre prenderebbe più forza un'ipotesi Montblanc, i cui fermagli erano assai simili a quello che appare nella foto di Pirandello. Anche se in vero c'erano fermagli standard della stessa foggia e fermagli Montblanc pressoché identici a quello Waterman che nella foto allegata appare sulla destra di quello Aurora.
Ignoro se la Moore avesse suoi fermagli e come fossero....
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Tubi, non posso che dartene atto: nell'ipotesi che il fermaglio sia uno di quelli originali, sembra proprio quello Montblanc.
Onestamente non ci avevo pensato, ne ho cercato qualcuno su internet e ne ho trovato di simili.
:set2010001:
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Le osservazioni fatte a corredo delle ulteriori pics presentate, sono condivisibili soprattutto in quella dove sembra che Pirandello utilizzi per scrivere o disegnare un mozzicone di matita completamente nascosto dalla mano che lo impugna.
Diverso per la foto in cui compare insieme al figlio Fausto (nato nel 1899) che dovrebbe avere, penso 25-30 anni, e siamo nel 1925-30 o altra con, sembra, stessa penna in tasca.
Premetto che attualmente una persona normale compra nella sua vita lavorativa al massimo una decina di stilografiche (intendiamoci, parlo di prodotti diversi dagli attuali usa e getta), nei primi decenni dello scorso secolo, se persona colta, due o tre, per cui è probabile che nelle due foto la penna sia sempre la stessa.
Nelle fotografie in cui spunta dal taschino della giacca la parte terminale di una stilo (flat top) trattenuta da una accomodation clip di un modello con le ali aperte, molto comune (see pic) venduta dovunque vi fossero penne ed acquistata anche separatamente dalla stilo.
Gli elementi sinora comparsi, correggetemi se sbaglio, che sono utili per poter dare un nome a “la stilografica di Pirandello” da lui utilizzata nel 1924 sono:
- stilo in ebanite con estremità del cappuccio tagliata dritta;
- di origine italiana;
- senza fermaglio.
Sarà una mia mancanza, ma non conosco Rouge e Noir o Montblanc in ebanite con la sommità del cappuccio tagliata diritta, ma tutte tondeggianti, correggetemi se sbaglio, per cui come ipotesi, restringo il campo alla Aurora col suo primo modello F.A. (Fisso Aurora), oppure una Elmo Pen, penna fissa utilizzata al fronte dai soldati impegnati nella I° WW, con sistema di riempimento a goccia.
A voi.
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Le osservazioni fatte a corredo delle ulteriori pics presentate, sono condivisibili soprattutto in quella dove sembra che Pirandello utilizzi per scrivere o disegnare un mozzicone di matita completamente nascosto dalla mano che lo impugna.
Diverso per la foto in cui compare insieme al figlio Fausto (nato nel 1899) che dovrebbe avere, penso 25-30 anni, e siamo nel 1925-30 o altra con, sembra, stessa penna in tasca.
Premetto che attualmente una persona normale compra nella sua vita lavorativa al massimo una decina di stilografiche (intendiamoci, parlo di prodotti diversi dagli attuali usa e getta), nei primi decenni dello scorso secolo, se persona colta, due o tre, per cui è probabile che nelle due foto la penna sia sempre la stessa.
Nelle fotografie in cui spunta dal taschino della giacca la parte terminale di una stilo (flat top) trattenuta da una accomodation clip di un modello con le ali aperte, molto comune (see pic) venduta dovunque vi fossero penne ed acquistata anche separatamente dalla stilo.
Gli elementi sinora comparsi, correggetemi se sbaglio, che sono utili per poter dare un nome a “la stilografica di Pirandello” da lui utilizzata nel 1924 sono:
- stilo in ebanite con estremità del cappuccio tagliata dritta;
- di origine italiana;
- senza fermaglio.
Sarà una mia mancanza, ma non conosco Rouge e Noir o Montblanc in ebanite con la sommità del cappuccio tagliata diritta, ma tutte tondeggianti, correggetemi se sbaglio, per cui come ipotesi, restringo il campo alla Aurora col suo primo modello F.A. (Fisso Aurora), oppure una Elmo Pen, penna fissa utilizzata al fronte dai soldati impegnati nella I° WW, con sistema di riempimento a goccia.
A voi.
...Poi c'è la pubblicità Waterman scovata da muristenes...
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Anche io avevo inizialmente pensato ad una Waterman, una 12 o 14 eyedropp, ma avevo scartato l'ipotesi perchè uno nel 1924 non poteva iscriversi al partito fascista e girare con una Waterman in tasca: avrebbe in breve fatto la stessa fine di Giacomo Matteotti.
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Riandando al periodo dell'iscrizione di Pirandello al PNF, non mi pare che all'epoca anche nel partito fascista vi fosse un sentimento antiamericano: anzi, mi risulta che nei primi tempi anche negli USA il fascismo fosse ben considerato; il deterioramento dei rapporti con gli USA, come con gli altri stati occidentatli vincitori della prima guerra mondiale avviene con la guerra di Spagna e quella d'Etiopia con l'avvio delle "inique sanzioni". Non mi pare, quindi, impossbile nel 24 che Pirandello usasse una Waterman, come pure dalla pubblicità di Drisaldi pare fosse usata anche dal "vate".
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Riandando al periodo dell'iscrizione di Pirandello al PNF, non mi pare che all'epoca anche nel partito fascista vi fosse un sentimento antiamericano: anzi, mi risulta che nei primi tempi anche negli USA il fascismo fosse ben considerato; il deterioramento dei rapporti con gli USA, come con gli altri stati occidentatli vincitori della prima guerra mondiale avviene con la guerra di Spagna e quella d'Etiopia con l'avvio delle "inique sanzioni". Non mi pare, quindi, impossbile nel 24 che Pirandello usasse una Waterman, come pure dalla pubblicità di Drisaldi pare fosse usata anche dal "vate".
Il Vate, Wally, era un maestro della pubblicitá, ideò parecchi marchi ( La Rinascente, Aurum,
Oro Saiwa etc... Era sempre in caccia di soldi, che poi dilapidava in un batter d'occhio...
Quindi nessuna sorpresa per quella pubblicitá in cui si prestava a pubblicizzare le Waterman,
certo non l'avrá fatto gratis...
Però usò sempre per scrivere penne d'oca ad intinzione, con pennino in acciaio...
Metto le foto di una sua lettera in tre fogli della sua carta personale in cui si vede chiaramente
che non ha usato una stilografica...
Non mi ricordo se l'avevo giá mostrata...
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Mi inchino alle ricerche fin qui fatte in questo topic davvero straordinario, e tra queste ricerche mi pare abbastanza probante la pubblicità Waterman prodotta da Muristenes.
Per il resto: ma non c'è qualche confusione tra Pirandello e D'Annunzio? Il "Vate" è quest'ultimo, fu lui a ideare il marchio La Rinascente e altre cose.
Detto questo, nel 1924 e per almeno 15 anni era possibilissimo essere fascisti o fascistissimi e usare prodotti stranieri, anche americani. La macchina da scrivere preferita di Mussolini era notoriamente una Triumph (tedesca) ma ebbe anche una Remigton. La sua automobile usuale era un'Alfa Romeo, ma nel suo garage furono trovate anche delle Ford. Tra i dischi ne furono trovati di francesi, mentre i figli erano abituali ascoltatori di jazz americano, anche quando fu (ufficialmente) messo al bando.
Quanto alle stilografiche, l'Italia anteguerra era piena di Parker, Waterman e quant'altro.
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Non mi pare, quindi, impossbile nel 24 che Pirandello usasse una Waterman, come pure dalla pubblicità di Drisaldi pare fosse usata anche dal "vate".
[/quote]
diceva Wally...
Ciao Renzo, Wally aveva tirato in ballo D'Annunzio,(il Vate) che nella pubblicitá Waterman appare proprio in cima al "mucchio" ed io ho inteso mostrare quella lettera che ho di lui per far vedere la sua
peculiare grafia e l'evidente uso da parte sua della penna ad intinzione, cosa di cui andava
orgoglioso. I pennini che usava dovevano essere, diceva, solo di " ben temprato acciaio "
e il Vittoriale è pieno di penne d'oca così guarnite...
Credimi, sarò un pò riscoglionito ormai, data l'etá, ma a far confusione tra Pirandello e D'Annunzio
ancora non ci sono arrivato...
:set2010021: :set2010001: :set2010028:
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Renzo, il mio rincoglionimento non é assolutamente secondo a quello di zio Max, ma mai e poi mai avrei soprannominato Pirandello "vate"; di vate, a quell'epoca, ce n'era uno solo, quello del Vittoriale....
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Oooppsss.... mi ero perso un passaggio.
Chiedo umilmente scusa :set2010083:
.... qui il vero rincoglionito sono io, altro che....