Pennamania by I.F.P.A. - Il network Italiano della Penna Stilografica
Tecnica & Riparazioni - Professionisti e semplici appassionati del fai da te => Restauri, ricostruzioni e riparazioni => Topic aperto da: turin-pens - Ottobre 17, 2019, 11:19:35 am
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Quello che mi accingo a mostrarvi qui è una delle ricostruzioni più impegnative che abbiamo affrontato ultimamente. Partiamo però dall'inizio, come saprete, personalmente, non ho mai avuto particolare simpatia per le stilografiche realizzate dalla Delta, se non per la No-Nuke a causa dei materiali con cui venne realizzata, essendo di fatto la prima del suo genere, anche se non mi sono mai risparmiato nel definirla una benna bella, innovativa ma che non scrive.
Uno dei casi in cui la Delta in qualche modo ha dato prova della sua "inesperienza costruttiva", è stato quando ha presentato il modello Pompei. Parliamoci chiaro, esteticamente, l'ho sempre trovata una penna ben riuscita (come la No-Nuke) ma tecnicamente, fallace come la madre in fibra di carbonio e titanio.
La Delta Pompei, così come molte Visconti, essendo realizzata in celluloide o acetato, ha seri problemi di stabilità e spesso questo si traduce in situazioni a dir poco problematiche, con parti che si deformano, cristallizzano e si crepano. Uno dei principali punti deboli della Delta Pompei è il labbro del cappuccio che come possiamo vedere in queste prime immagini, è realizzato in due parti dove, la parte sottostante rastremata, è poi cinturata da un debole anellino sempre in celluloide. Anellino che non si capisce bene con cosa sia stato fissato.
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Nel caso del labbro del cappuccio e della sua realizzazione tecnica, i problemi iniziano quando il materiale comincia a dare segni di stabilità. Questo, in molti casi, unito ai vapori che la celluloide rilascia costantemente quando non è ben stagionata, può portare alla corrosione e rottura della veretta realizzata in oro a bassa caratura 9kt.
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Quando questo avviene e come nel caso della Pompei, i pezzi di ricambio non si trovano e la casa madre Delta è fallita, l'unica cosa da fare per salvare la stilografica, è ricostruire da zero la veretta ormai frantumata e riparare il labbro del cappuccio rendendolo stabile.
Prima di tutto, bisogna realizzare della attrezzatura tecnica ad hoc che ricostruisca il disegno originale
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E proseguire con la realizzazione passo passo
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e ottenere alla fine di un lungo e certosino lavoro di ricostruzione la veretta finita
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Il passo successivo è stabilizzare il materiale del cappuccio, inserire la nuova veretta e assemblare il tutto con l'anellino di celluloide originale che cintura il labbro del cappuccio stesso, ovviamente rendendo il materiale stabile e privo di tensioni.
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La penna finita e rimessa in ordine
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Un'altro lavoro mirabile, di fronte al quale non si può che restare ammirati.
L'unico dubbio è che non so se la penna meriti un simile gesto d'amore: condivido totalmente quanto scritto da Riccardo in merito alle Delta, la cui dote maggiore è senza dubbio l'estetica, che in questo - ma anche in numerosi altri - è notevole. Come del resto è sempre notevole anche il prezzo d'acquisto.
Ai pregi estetici fanno tuttavia sempre o quasi riscontro prestazioni tecniche da sufficienza stiracchiata nel migliore dei casi; per anni la Delta (non solo la Delta, in vero) ha utilizzato conduttori di scarsissima qualità, degni si e no di penne da pochi euro. Forse nell'ultimo periodo ne erano stati adottati altri, ma non ho mai provato una di queste penne.
Insomma, nei migliori dei casi la Delta può essere una bella penna che tuttavia regale nell'utilizzo le soddisfazioni di un brodino da ospedale per un buongustaio. E questo configura già un rapporto qualità/prezzo decisamente basso. Questo quando va bene.
Quando va male le penne come la Pompei sono soggette, come accennava Riccardo, ad un autodistruzione per l'instabilità del materiale utilizzato. E purtroppo contro questo c'è ben poco da fare e queste penne hanno - più o meno alla lunga - il destino segnato.
Insomma, essersi invaghito di una penna del genere e come avere sposato una bella donna che spende una fortuna in vestiti, parrucchiere estetista ecc., ma che non sa cucinare né stirare, non produce reddito, non fa i lavori di casa, ha sempre mal di testa e ti tradisce pure.
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Un'altro lavoro mirabile, di fronte al quale non si può che restare ammirati.
L'unico dubbio è che non so se la penna meriti un simile gesto d'amore: condivido totalmente quanto scritto da Riccardo in merito alle Delta, la cui dote maggiore è senza dubbio l'estetica, che in questo - ma anche in numerosi altri - è notevole. Come del resto è sempre notevole anche il prezzo d'acquisto.
Ai pregi estetici fanno tuttavia sempre o quasi riscontro prestazioni tecniche da sufficienza stiracchiata nel migliore dei casi; per anni la Delta (non solo la Delta, in vero) ha utilizzato conduttori di scarsissima qualità, degni si e no di penne da pochi euro. Forse nell'ultimo periodo ne erano stati adottati altri, ma non ho mai provato una di queste penne.
Insomma, nei migliori dei casi la Delta può essere una bella penna che tuttavia regale nell'utilizzo le soddisfazioni di un brodino da ospedale per un buongustaio. E questo configura già un rapporto qualità/prezzo decisamente basso. Questo quando va bene.
Quando va male le penne come la Pompei sono soggette, come accennava Riccardo, ad un autodistruzione per l'instabilità del materiale utilizzato. E purtroppo contro questo c'è ben poco da fare e queste penne hanno - più o meno alla lunga - il destino segnato.
Insomma, essersi invaghito di una penna del genere e come avere sposato una bella donna che spende una fortuna in vestiti, parrucchiere estetista ecc., ma che non sa cucinare né stirare, non produce reddito, non fa i lavori di casa, ha sempre mal di testa e ti tradisce pure.
Sono onesto nel dire che anche noi siamo stati scettici fin dall'inizio se ne valesse la pena oppure no.
Dal punto di vista economico certamente no, con tutti i problemi che si porta dietro, la Delta Pompei non vale quasi nulla. C'è però il richiamo della sfida e di mettersi in gioco tentando di realizzare cose apparentemente impossibili. Questo non ha prezzo!
Una considerazione personale però vorrei spenderla e sono certo che con tale affermazione, non attirerò simpatie di molti utenti del forum ma lo dico con la massima onestà intellettuale che posso avere:
fabbriche che lavorano in questo modo, meritano di fallire.
:set2010026:
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:set2010035: :set2010090: :set2010090: :set2010090:
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Devo correggere le mie recensioni sulle Delta.
Nell’immediatezza non erano male ma dopo qualche mese la scrittura faceva “cilecca”.
Caro Tubi, il brodino dell’ospedale, per me che ero in blocco biliare e reduce da una settimana di digiuno, era alta cucina!
Nel mio caso, Delta mi ha fatto rimpiangere le Bic!
L’unica Delta che “regge” abbastanza é la Blue Jay ma non la uso più di tanto ... sembra di scrivere con un palo della luce! Praticità zero!
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"Caro Tubi, il brodino dell’ospedale, per me che ero in blocco biliare e reduce da una settimana di digiuno, era alta cucina!"
Grazie tante. Per uno che è abituato a scrivere intingendosi una scheggia nel sangue la peggiore delle Delta sarebbe giudicata sublime.
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"Caro Tubi, il brodino dell’ospedale, per me che ero in blocco biliare e reduce da una settimana di digiuno, era alta cucina!"
Grazie tante. Per uno che è abituato a scrivere intingendosi una scheggia nel sangue la peggiore delle Delta sarebbe giudicata sublime.
Non credo, tesoro, a intinzione non si hanno interruzioni di tratto (e di sangue ne abbiamo parecchio per “intingere”) con Delta sí 
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"Caro Tubi, il brodino dell’ospedale, per me che ero in blocco biliare e reduce da una settimana di digiuno, era alta cucina!"
Grazie tante. Per uno che è abituato a scrivere intingendosi una scheggia nel sangue la peggiore delle Delta sarebbe giudicata sublime.
Non credo, tesoro, a intinzione non si hanno interruzioni di tratto (e di sangue ne abbiamo parecchio per “intingere”) con Delta sí 
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Dimentichi però i limiti della scheggia: difficile che garantisca un tratto scorrevole ed un flusso costante.
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...comunque penso che voi due (Tubi e Fenice) non stiate benissimo...con questi discorsi di brodini, ospedali e schegge nel sangue.....
Però condivido i vostri pareri sulle Delta....
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StefanoR, in questo forum c'è di peggio!!!
In fondo una scheggia non è altro che una parente del calamo, qui c'è gente che scrive con le forchette, con la pasta, con le forbici, con la molla delle mollette per i panni ... non c'è più religione!
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...in effetti...c'è anche chi scrive sulla carta igienica... o chi mette dell'aceto balsamico nell'inchiostro....
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Ovvero, senza tanti giri di parole, dici che rischiamo tutti un TSO?
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temo proprio di sì......
Tutti Sicuramente all'Ospedale (TSO)
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temo proprio di sì......
Tutti Sicuramente all'Ospedale (TSO)
Evvai!!! Ci si droga gratis!!!!
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temo proprio di sì......
Tutti Sicuramente all'Ospedale (TSO)
Evvai!!! Ci si droga gratis!!!!
Ho dubbi che in Ospedale troverai inchiostri da sniffare.